A differenza della penisola che è un elemento decorativo e, caricata senza eccessi di aspetti funzionali, diventa anche uno strumento di apertura dell’ambiente, la cappa è di per sé un elemento funzionale che se scelto prediligendo il design, diventa anche complemento d’arredo.
Forse siamo stati un po’ troppo prolissi ma l’idea è chiara: una cappa può essere considerata un complemento d’arredo al di là del suo aspetto funzionale?
Premessa
La cappa è un elettrodomestico che in cucina non può mancare perché assolve ad una funzione importante, che è quella di assorbire fumi e odori in eccesso causati dalla cottura degli alimenti. Proprio per questo suo obiettivo, per la sua funzione, in genere è posizionata sopra i fornelli.
La cappa deve essere certificata quindi essere sicura ed efficiente e riportare il marchio Imq che contraddistingue le cappe di qualità. In genere va posizionata tra i 65 e i 75 centimetri d’altezza rispetto al piano di cottura. A 65 cm se il piano è a gas e a 75 cm se il piano di cottura è elettrico.
Il design della cappa
Una volta inserite nella cappa tutte le caratteristiche che la rendono efficiente, resta da chiedersi come integrarla al resto dell’ambiente. Hanno provato a rispondere alla domanda diverse aziende come Faber che ha dato vita al modello di cappa a isola Cassiopea che ha un’anima in acciaio ma poi è circondata da una fascia di vetro bianco retroilluminato, disponibile anche nella sua versione da parete.
Un altro modello molto interessante è il Twin di Elica che combina un sistema brevettato super compatto con una meccanica, un motore, dei filtri ed un impianto luce decisamente efficiente. In questo caso a fare la differenza è la potenza dell’elettrodomestico e la sua scarsa rumorosità.
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